Come scegliere un collettore per impianto radiante
Numero di circuiti, materiale, flussimetri e compatibilità con le tubazioni: la guida pratica per scegliere il collettore giusto per un impianto radiante.

Il collettore è il cuore della distribuzione idraulica di un impianto radiante: da lì il fluido viene ripartito e regolato verso i circuiti del pavimento, della parete o del soffitto. Sceglierlo bene significa garantire comfort, efficienza e facilità di manutenzione per tutta la vita dell’impianto.
Parti dal numero di circuiti
Il primo dato è il numero di anelli da servire: ogni circuito occupa una uscita di mandata e una di ritorno. Da qui si definisce il numero di derivazioni del collettore (tipicamente da 2 a 12 o più), con una piccola riserva per eventuali ampliamenti futuri.
Materiale, flussimetri e regolazione
Il collettore può essere in acciaio inox, ottone o tecnopolimero. Verifica la presenza di flussimetri per bilanciare la portata di ogni circuito e di valvole predisposte per attuatori e testine termostatiche, indispensabili per la regolazione ambiente per ambiente.
Compatibilità, portata e spazio
Controlla i diametri e i raccordi adatti al tipo di tubo (PEX, PE-RT, multistrato), la portata e le perdite di carico in funzione della lunghezza degli anelli, e lo spazio disponibile nella cassetta di alloggiamento.
Un collettore scelto correttamente non si nota: lavora in silenzio, mantiene ogni stanza alla temperatura giusta e riduce i consumi. È in queste decisioni iniziali che si gioca gran parte della qualità percepita di un impianto.

